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Ciao Mario |
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Chi non ha avuto la possibilità di conoscere Mario Dalia, non può comprendere il vuoto che lascia nella memoria lavorativa del Protocollo. Solo, discreto ed a volte sorprendente per la Sua disarmante ingenuità! Un collega “speciale”, un giovane singolare come purtroppo ve ne sono tanti! Per noi tutti Mario era particolare perché, nonostante la Sua condizione fisica, riusciva a saper ironizzare sulla propria vita beffarda, ad amare il suo prossimo sicuramente più di se stesso. Per lui il lavoro costituiva la Sua casa, i colleghi la Sua famiglia ed addirittura in qualcuno vedeva una sorella, un padre putativo. Ad ognuno di noi mancherà Mario per quel pezzo di vita vissuta insieme, per un episodio che lo accompagna. Desideriamo ricordarlo con un sorriso ed immaginarlo felice in quella vera vita che la Fede cristiana ci insegna. Mentre scrivo guardo un regalo che tempo addietro Mario mi ha lasciato; un angioletto sorridente che tende l’orecchio pare quasi voglia ascoltare ciò che oggi silenziosamente tutti gli dedichiamo, Ti vogliamo bene, vola sereno verso la luce eterna. I tuoi colleghi
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Con i suo problemi, Mario, non era una di quelle persone con cui si faceva "chiacchiera" anche perchè spesso era lui che, chiuso in se stesso, non regalava spesso la sua presenza. Io ero uno di quelli che salutava sempre quando ci incontravamo, anche se, non ho mai capito perchè, mi chiamava Salvatore. Nella giornata almeno una volta, sentivo quello voce incerta e un pò tremula chiedermi "Tutto bene fratello?" oppure "Salvatore mi offri un caffè!": è sapevo che c'era, non era assente, L'ultimo periodo tutti dicevamo che oramai stava bene: ma sapevamo, e non volevamo accettare, che era sempre sulla lama del rasoio. Un cioccolatino in più, un panino in più: mi fa piacere pensarti al bar del "don Gennaro del Paradiso" a cui chiedi tutto ciò che vuoi e finalmente non ti deve rifiutare più niente. Ciao Marittiè!! Gianni Guercia |